Come si producono?

I diamanti lab grown vengono prodotti con due metodologie: hpht alta pressione alta temperature e cvd: deposito di carbonio vaporizzato

Un po’ di storia

Anche se i primi diamanti sintetici erano caratterizzati da colorazioni giallo e marrone (a causa della presenza di azoto nei processi di accrescimento) e presentavano tipiche inclusioni di nichel, con una forte fluorescenza gialla ai raggi x, assente in tutti i diamanti naturali. È da tenere presente che prevalentemente questi diamanti sintetici sono stati usati per usi industriali: Utensili da taglio, Conduttori termici, Materiali ottici ed Elettronica.

Come si riconoscono

Nonostante la similarità delle principali proprietà, vi sono diverse caratteristiche dei diamanti prodotti in laboratorio che possono essere utilizzate per distinguerli dai diamanti naturali. Per determinare l’origine sintetica da laboratorio viene utilizzata una combinazione di tecniche gemmologiche ed una vasta gamma di test analitici, tra cui FTIR, UV-VIS-NIR e Spettroscopia a fotoluminescenza. Ulteriori prove possono essere fornite da Fluorescenza UV e Fosforescenza a diverse lunghezze d’onda. Non esiste un solo test o una singola strumentazione che possa determinare l’origine sintetica o naturale di un diamante: per avere totale certezza circa la loro origine, tutte le pietre devono essere inviate ad un laboratorio gemmologico.

Perché chiamarli diamante?

Nonostante perchè? perchè non è un simulante infatti a differenza dei simulanti come zircone, moissanite .jag o altro, dai quali si differisce per caratteristiche ottiche, fisiche, chimiche cosi come il diamante naturale con il quale condivide le stesse identiche caratteristiche.

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